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Formazione post secondaria: gli Istituti tecnici superiori

“Progredire nel lavoro”, ossia studiare stando all’interno del mondo del lavoro e non più al di fuori. Raimondo Murano, direttore generale per l’istruzione e formazione tecnica superiore del Miur, illustra la nuova realtà rappresentata dagli Istituti tecnici superiori: “Il volano per creare un rapporto virtuoso fra formazione e occupazione”.

Al termine della scuola secondaria superiore – spiega Murano - fino al 2008 esistevano in Italia due sole possibilità: università o lavoro. Mancava il cosiddetto terziario post secondario, come in altri paesi europei. Il gap è stato colmato con l’istituzione degli Its: un canale formativo parallelo ai percorsi accademici, strutturato secondo aree tecnologiche di interesse strategico, che al termine di due anni e 1800-2000 ore di didattica in laboratorio e tirocinio in impresa rilascia un Diploma di Tecnico Superiore con l'indicazione dell'area tecnologica e della figura nazionale di riferimento. Gli Its sono fondazioni che comprendono scuole, enti di formazione, università e centri di ricerca, imprese ed enti locali. Soggetti promotori sono le Regioni, che hanno il polso della realtà occupazionale del territorio. L’obiettivo è realizzare percorsi altamente specializzati e strettamente connessi con le imprese che aderiscono alla fondazione e che poi hanno interesse ad assorbire quei giovani che hanno contribuito a formare. Al diploma sono connessi anche dei crediti universitari per incentivare i giovani lavoratori a conseguire al tempo stesso anche un titolo accademico. Le cifre attuali parlano di 59 Its, 77 corsi, 258 imprese, 107 istituti tecnici e professionali, 116 università e circa 3000 ragazzi che hanno creduto in questa nuova prospettiva.

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